29 Gennaio 2005 Correzzana -MI-

CAMPIONATO BRIANZOLO
DI CORSA CAMPESTRE 2005

 

MEMORIE DI UNO
 STRADAIOLO PENTITO, OVVERO..

LE MIE PRIME CAMPESTRI – parte 2^ 

(parte prima)  (parte seconda)  
(parte terza)  (parte quarta)

(parte quinta)

 

di Marco Stracciari

 
 

3° REGOLA: ESORCIZZARE IL TERRENO
… e dopo le esaltanti (?) due precedenti prove ci sono nuovamente, per la causa e anche perche’ gasato dalla bella prova di Briosco e per provare nuovamente l’ebbrezza della scarpa chiodata col baffo. Questa volta siamo a Correzzana, vicino Lesmo, e si respira aria di casa anche se si corre in quei campi per la prima volta.

Un giro di ricognizione con Claudio, piu’ a pensare e parlare d’altro che a studiare effettivamente il percorso.. percorso: piuttosto concentrato di pericoli ed ed insidie. Non c’e’ un momento in cui il mio 46.5 puo’ appoggiarsi per intero in tutto il suo splendore. Ripide e strette discese, salite con le stesse caratteristiche (solo che sono salite), ghiaia, sassi e sassolini e poi tutte quelle gibbosita’: mamma che paura e che apprensione per ginocchia, caviglie e articolazioni varie!

Insomma, una chiacchiera di qua e una di la’ (per stemperare un’inesistente tensione), qualche foto per il web (e per il webmaster), tattica di gara con Claudio (suggerisco una gara in allegria tutta in progressione per attutire la scoppola della settimana precedente) e, all’improvviso, l’incoscienza. E cioe’ lo sparo. Mamma che paura!! Tutti a palla, nessuno conosce nessuno e poi brusca frenata per affrontare la prima, strettissima, discesa. Ovviamente il rischio e’ tanto e io voglia di rischiare zero, cosi’ mi attardo un po’ e Claudio trova il fiato per prendermi in giro per poi allontanarsi. Non prendera’ tanto ma non lo vedro’ piu’. E comincio… progressione, progressione, mi suggerisco e come al solito dove si puo’ mi butto: ne prendo uno e un altro e altri due… il trenino: superato, quelli di S.Damiano: superati… quelli di Villasanta: superati e quando il mio diesel Common Rail (ma che vuol dire?) comincia a macinare e’ un piacere e quasi mi dispiace che stia finendo. Intanto, ad ogni passaggio (ne faro’… ops… ne faremo 4 in totale) il Mandelli mi arriva quasi addosso con la digitale per immortalare il mio sforzo, che adesso si fa notare anche dall’ebete espressione del viso, mentre i Parisi’s mi incitano senza pero’ contare le posizioni. Cosi’, pensando a cosa regalar loro all’anniversario di matrimonio (un bel pallottoliere) e pensando al trenino la’ davanti arrivo all’ultimo giro. Il terreno e’ duro, come detto, non piove e non nevica dal ’68 (o quasi) e anche i chiodi fanno fatica ad impossessarsi dell’arida terra di questa landa dimenticata dalle intemperie.

Arrivo, superato in tromba da un tizio con una canotta viola, incurante del suo sprint anche per le pronunciate asperita’ che presentava lo schuss d’arrivo (il classico strettissimo sentierino di campagna) contento soprattutto di aver portato a casa i miei steli di sedano che il Solfrizzo si chiede ancora il perche’ di quei tempi…

Prendo una ventina di secondi da Claudio, che ha seguito i miei consigli e ha finito bello fresco… il tempo di un panino (veramente erano 2 con tre focacce e un bicchiere di vino), di vedere la gara dei “giovani” con il loro arrivo e soprattutto “gustarmi” l’espressione di un Davide allo stremo delle forze abbandonarsi sul tappeto di cellophane: uno spettacolo!

Ormai e’ sera e questi cowboys senza cavalli ne buoi abbandonano il teatro della contesa, domani mattina ci aspetta un bel 30km e chissa’ le i miei steli di sedano che il Solfrizzo… come reagiranno?

Dedicato ad A. e alle sue farfalle.

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