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15 Gennaio 2005 Briosco (MI)
di Carlo Pupeschi
Nel
Bosco Bello di Briosco si è svolta, in un clima tipicamente padano con
nebbia e freddo, la prima delle sei gare nel cuore della Brianza del
campionato di cross “Brianzolo”; dalle 14:15 alle 17:00 i circa 450
atleti, si daranno battaglia da qui fino al 26 Febbraio gareggiando per
le varie categorie e distanze; dai ragazzini del 95’/96’ che corrono i
500 metri, arrivando fino ai più attempati per i 6,2 km.
Dopo esserci iscritti io e Angela50 (mia mamma) e dopo il consueto giro
di perlustrazione del percorso che si fa prima di correre una campestre,
la memoria e le sensazioni mi riportano indietro di quattro anni, quando
corsi per l’ultima volta una campestre, dove tutto sembra essere rimasto
come prima, nel senso positivo del termine ovviamente; le postazioni
delle varie società sono troppo singolari per lasciarle inosservate, c’è
chi si attrezza con gazebo, chi con cellophan sull’erba con tanto di
cartellone identificativo per delimitare una società piuttosto che
un’altra e chi come noi si adegua con dei cartoni per non sporcare le
borse e rendere il cambio di abbigliamento più confortevole. Finito il
giro e dopo aver incontrato i numerosi vecchi amici e nuovi (vedi i
“terribili” Gamber, e un “tale” di nome Roberto Mandelli, oramai mio e
non solo, fotografo ufficiale), assistiamo alle gare precedenti alle
nostre (la mia categoria, 30-39 anni, corre per ultima): con entusiasmo
e qualche brivido di emozione tifiamo per i ragazzini di 8/9 anni che
gareggiano, ci mettono un impegno tale che insegna molto su come educare
alla fatica, specialmente in tempi odierni dove la fatica è vista come
qualcosa da evitare, e qualcuno pensa che è meglio “sbattere” i figli
davanti alla TV…
Le 16:00 arrivano velocissime, il tempo vola, la mamma arriva 8^ su 12
donne di categoria, e per un diesel puro non è male; parto per il
riscaldamento di 25’, poi, indossata la tenuta da gara e dopo qualche
allungo, mi ritrovo già con l’affanno in gola e le gambe da far girare a
più non posso sin da subito, e a “sputare sangue” con gli stessi di 4
anni fa, 2 giri lunghi, con due belle salite, le chiodate che affondano
nel manto erboso e disconnesso. Non mi resta che prendere come
riferimento le canotte di chi mi sta davanti, guardo i nomi delle
società, società classiche che fanno numeri, molti numeri alle
campestri. Qui non si sa a quanto si va, non ci sono riferimenti
chilometrici e ho dimenticato anche il GPS a casa, quindi vado a uomo
contro uomo e in base alla fatica, chiudo e arrivo davanti a chi volevo
arrivare, su un percorso duro di 5,7 km (ma mi sembra più lungo) in
24’04’’(sopra i 4’ al km di una decina di secondi) avvolto completamente
dalla nebbia al crepuscolo; a metà classifica su un centinaio e
spiccioli di forsennati. |
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22
Gennaio 2005
Giussano (MI)
di Carlo Pupeschi
Stavolta il GPS me lo sono portato; sono un malato della precisione
chilometrica finale, devo sapere a tutti costi quanti chilometri corro
veramente. Oggi sono solo al laghetto di Giussano, la mia socia nonché
mia allieva ha dato forfait per influenza, peccato perché il clima è ben
diverso da sabato scorso; un bel sole caldo accompagnato da un tragitto
di gara quasi veloce e buone sensazioni annunciano una bella gara
tirata. Stavolta il giro di rodaggio lo faccio con due amici, Isidoro e
Giorgio, che mi fanno la testa come un pallone su tempi e tattiche di
gara (la loro, ovviamente): costoro vanno forte - molto forte – e anche
se hanno 20/30 anni più di me mi arrivano davanti di 30’’ almeno, qui e
non solo, giocandosi i primi posti nelle loro categorie.
Tornato dal giro di ricognizione, Roberto gentilmente mi ospita nella
“zona” dei Gamber, soliti riti e via si parte, oramai so a chi mi devo
attaccare e ci sto incollato, oggi sto benone e i cinque giri agevolano
lo stimolo di dare il massimo, al terzo giro supero i “pace” e arrivo
con una bella progressione con tanto di pizzichìo destro spasmatico,
sintomo che veramente ho dato.
E
oggi c’è stato dentro pure il defaticamento di 10’. Guardo il GPS:
6,3km in 24’30’’ (3’52’’ al km), sono soddisfatto; sempre a metà
classifica, mi piacerebbe arrivare tra il 40° e 50°, però è dura.
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29
Gennaio 2005
Correzzana (MI)
di Carlo Pupeschi
Non
ci voleva, la settimana di questa prova intorno al centro sportivo di
Correzzana è stata frenata di parecchio dall’influenza. Arrivati sul
luogo, un campo in mezzo ad uno intorno concimato, mi rendo conto che
oggi sarà dura, bisogna correre percorrendo per quattro volte il giro da
1,5 km con due salite rese viscide dalle neve sciolta, e per ricordare
la teoria che dopo ogni salita c’è una discesa ci hanno pensato bene gli
organizzatori: le discese sono più ripide delle salite, discese e salite
corte, al massimo 20 metri ma durissime credo del 15% almeno, più il
pezzo d’arrivo neanche tanto in piano e poco corribile. C’è sole ma fa
freddo, un freddo polare.
Aspetto l’arrivo dell’allieva, chiedo conferma e nonostante non perda di
posizione in classifica mi annuncia che è dura, molto dura; dico “
vabbe’ mamma, oggi non sto neanche bene, ho la gola che sembra una
grattugia”…
Nel riscaldamento mi rendo conto che il terreno è pessimo, molto
pericoloso per caviglie e faccio già fatica; d’obbligo le chiodate che
oramai mi accompagneranno fino alla fine di Febbraio… Si parte per la
gara. Il percorso è stretto e pieno di curve per tenere in carreggiata
120 “tori” inferociti: qualcuno cade, qualcuno nella prima discesa va
dritto sotto nel bosco, e io non riesco a stare con quelli che ho corso
o gli sono arrivato davanti nelle precedenti prove, ma una volta
snellito il primo giro comincio a rimontare e ad intravedere a 30/40
metri i miei avversari, li prendo tutti tranne uno! Mi mancavano ancora
20’’ per prenderlo, sarà per la prossima volta! Chiudo i 6,4 km in
27’07’’ (stavolta poco più di 4’ al km), guardo le classifiche altrui,
siamo in linea con quello che hanno perso loro rispetto a Briosco e
Giussano; è stata dura per tutti.
Devo stare assolutamente almeno 10’’ sotto i 4’ al km. |
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Angela Sguera(mamma di Carlo) |
5
Febbraio 2005
Seveso (MI)
di Carlo Pupeschi
Questa quarta prova che si sviluppa nel parco delle Querce, che venne
creato come simbolo lombardo di fine anni ‘70, del disastro ambientale
per mano dell’uomo che martoriò la zona del Seveso, me la ricordavo la
più veloce del campionato e infatti… Il cielo coperto e la temperatura
non troppo rigida ci accompagneranno in queste tre ore di agonismo puro.
Il percorso è piatto e il terreno non troppo impegnativo, la “turbo”
nonna arriva e impiega 16’20’’ per percorrere i 3,050 km, guadagna 2
posizioni e mi dice: “oggi è veloce e stavo bene”. Parto per il
riscaldamento
percorrendo anche il giro completo, e dopo 25’ con consueti allunghi
preparatori si parte. La partenza è sempre critica, tutti cercano di
guadagnare posizioni ma io so che nei due giri ne raccoglierò molti con
il cucchiaino. Anche qui qualcuno cade ma non c’è pericolo, il percorso
è largo e le curve non eccessivamente sacrificate: nel primo giro mi
incollo e supero i miei oramai abituali sfidanti; il secondo è tutto in
progressione sotto i 3’45’’ e l’ultimo mille intravedo il mio unico
avversario di riferimento rimasto ma non riesco a prenderlo, chiudo i
6,080 km in 22’52’’ (3’46’’al km).
Anche qui, nonostante il mal di fegato, faccio 10’ di defaticamento
perché ne sento bisogno.
Ora c’è un sabato di riposo e ci rivedremo il 19/02 per la seconda
parte.
Adoro i cross! |