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Gran fondo Vedano 2004
Vedano , 21.03.2004
Cronaca di una “Ultra campestre” vista da un tapascione.
di Giovanni -Gio- Villa
No, non è vero che non lo sapevo, anzi lo sapevo benissimo, Domenica 21 Marzo si sarebbe svolta una campestre di 21,097 Km, nel Parco di Monza, zona Ippodromo , organizzata dalla Atletica Vedano. Ma la mia scarsa preparazione fisica, al momento non mi faceva pensare alla partecipazione, eppure la cosa mi interessava molto, lo scenario del Parco, di cui sono innamorato e l’idea di ritrovarsi tra amici, mi piaceva.
Così, sebbene giorni prima, via email Mandelli mi avesse inviato il volantino e la richiesta di inscrizione, la cosa era stata accantonata.
Ma galeotta, fu la sgambata del sabato pomeriggio, quando in un inattesa ora libera, mi sono ritrovato nel parco dove si stavano tirando metri e metri di nastro per tracciare il percorso, alla conduzione dei lavori, Luigi che con mazzetta e picchetti , quando mi ha visto ha esordito con : “Sei qui per aiutarmi? Altrimenti ciao” (libera traduzione della espressione dialettale : “Ta set chi per vutam? Alura va fò di pe”). Luigi non mi nasconde un po’ di scoramento, tanta fatica per preparare tutto a puntino, e solo una settantina di iscritti, effettivamente l’idea della gran fondo nel parco merita sicuramente di più. “Luigi se vengo domani mi prendi ancora”, “Si, ma sei fuori classifica…e non venire all’ultimo momento” ….al diavolo, le cose belle vanno fatte, ….la decisione è presa….
Così all’indomani, di buon ora eccomi nel Parco, è già pieno di gente, infatti nonostante lo scarso numero di Amatori, nella mattinata si svolgeranno anche delle gare per ragazzi, in un percorso ridotto affiancato al nostro nella zona del traguardo. Le mie aspettative non sono smentite, il percorso quasi completamente pianeggiante sui prati dell’ippodromo, è filante, la giornata è un po’ cupa, ma non piove, e dopo cinque minuti mi rendo conto che conosco tutti.
La mia decisione di partecipare e un po’ scellerata, ma il fatto di non avere neppure il pettorale mi da un alibi fortissimo, posso sempre sparire di scena senza dare nell’occhio.
Il gruppo di partecipanti e quasi tutto raccolto sotto i tre pini, che qualche tempo fa aveva riparato tutti dalla pioggia battente, nella prova del “Brianzolo”. I Gamber, alla spicciolata si ritrovano, quattro chiacchere, i preparativi (Luigi si accende una Nazionale senza filtro), il riscaldamento, la foto di gruppo, ed è ora.
Alla partenza viene fatto l’appello, le donne davanti faranno due giri, uomini dietro tre giri. Via, il gruppo è subito allugantissimo, io trotterello e nonostante questo ho già il fiato corto, per un giro mi ritrovo affiancato a Virgilio del Brugherio, che ha dietro la maglietta una vistosa scritta “4’00’00”, spettatori maligni vedendomi incollato mi gridano : “..guarda che oggi non sei a Salsomaggiore…”.
Eppure, sebbene Virgilio prosegua nella sua missione di tenere il 5 al kilometro, io non ci riesco e devo lasciarlo, da questo momento, una passeggiata a cuor leggero, non sono ultimo, ma manca poco, e divento anche spettatore della gara degl’altri, riesco a seguire quasi tutta la corsa dei primi.
Quando passo nella zona del traguardo, mi gioco il saluto di qualche vicino di casa, che mi pensava tra i primi, ma uno sportivo come me è superiore a queste cose.
Scherzo con tutti, all’ultimo giro annuncio ai signori che fanno “servizio” che il risotto e quasi pronto, e forse qualcuno tornato al traguardo, ci ha creduto.
La gara è conclusa, gira, gira, arrivo anche io 1.56.38, tempone, ma siamo obiettivi, non pensavo neppure di arrivare, e poi il fisico è a posto, quindi va bene così.
La cronaca è storia e non è compito mio, sul podio i Gamber fanno man bassa, uno squadrone per fortuna che ci sono io ad abbassare la media.
Luigi, deciso a punirmi sino alla fine, della mancata iscrizione, anche al momento di consegnare il “pacco gara” mi annuncia : “..a te solo la torta, la bottiglia no.. così impari”.