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4 aprile ’04 10’ Edizione Gara Sociale Gamber de Cuncuress, una bella giornata.

di GioVilla

L’Evento. Il calendario sociale colloca la prova per designare il suo campione, ogni anno a Settembre, ma nel 2003 gli eventi straordinari del meteo con l’esondazione del Lambro su Monza e il suo Parco, avrebbero consentito lo svolgimento della gara, con la partecipazione dell’unico brianzolo capace di camminare e forse correre sull’acqua, San Gerardo. Così dopo lunga attesa, domenica 4 aprile 2004 si è svolta la gara valida per il 2004. Campo di gara il Parco di Monza, la nostra palestra, il luogo dei nostri allenamenti, dove ogni Gamber sa muoversi bendato. Percorso il giro dei 10 "desmila". Ritrovo, partenza e arrivo la Cascina Mulini Asciutti. La giornata non particolarmente fredda, non calda, con il sole che non si decide ad uscire, insomma direi la temperatura giusta.
Partecipanti una ottantina tra gamberetti e amici del parco, militanti nelle file del Vedano, Brugherio e La Santa.
Forse il gruppo avrebbe potuto essere più folto, ma la concomitanza con l’internazionale stracittadina di Milano, ha sicuramente provocato delle assenze, tra gl’altri non c’era traccia degli amici di Biassono, che non mancano mai.
Non mi è ancora chiara la scelta della data : coincidenza? ..distrazione? …boicottaggio? Solo il tempo mi permetterà di capire.
La Gara (La mia gara). La gara solitamente inizia pochi minuti dopo la conclusione dell’edizione precedente, quando cominciano le battutine e gli sfottò tra amici per la sfida appena conclusa, durante l’arco dell’anno solare ci sarà modo di tornare più e più volte sull’argomento, per colorare e arricchire di particolari la prestazione, e scoprire ogni volta dettagli non noti. Un rito a cui la vittima designata non può sottrarsi, che lo aiuta a ritrovare se stesso ogni volta che sta correndo col suo gruppetto di amici. Unica possibilità, per chi si trova in questa situazione è ripresentarsi alla successiva "sociale" pronto a rimettersi in discussione. Mai commettere l’errore di marcare visita (seppur provvisti di certificato), pena la perdita del saluto.

Fatta questa necessaria premessa, torniamo alla domenica, quando di buon ora io, Marco e Ernestro ci troviamo all’ingresso del Parco, Porta di Vedano, zainetto sulle spalle come degli scout e chiacchere, chiacchere, chiacchere, la piacevole passeggiata ci fa trovare al punto di ritrovo (l’idea iniziale era usare il percorso come riscaldamento, ma fa ancora un freddo boia, ho le mani gelate e ci vorrebbe un vin brulé per scaldarsi). Qui il gruppo è gia folto e fervono i preparativi, mi trovo subito a mio agio, tante sono le persone che ho il piacere di rivedere dopo tanto tempo, sfodero la mia arte, la chiacchera, tanto ne sono preso che Marco a fatica riesce a farmi assegnare il pettorale e pronarmi ai preparativi. Senza rendermi conto, riscaldata solo la lingua, il gruppo si muove all’improvviso dalla linea di partenza (non c’era il bang, ma per me forse non sarebbe bastato il cannone), partiti.

Come al solito da questo momento sino all’arrivo, qualsiasi grado di parentela o legame non vale più, così bastano poche centinaia di metri per avere un biscione allungatissimo, riuscirò a scorgere la sagoma dei primi solo sino al Cavriga, poi arrivederci e grazie. Da qui la mia funzione di cronista scade un po’, e potrò avere delle indicazioni sul andamento della competizione solo all’arrivo, il primo chilometro lo chiudo intorno ai 4, scherziamo, troppo forte, così non faccio neanche un 5000 , tiro il freno e vedo in breve allontanarsi Paolo, Luigi e Marco, di qui in avanti mi concentro su mio vero obiettivo "Mario non deve passare". Soffio ancora come una pentola a pressione ma tutto è più regolare, all’ingresso principale sono la fianco di Roberto (il nostro webmaster) ancora con qualche acciacco dopo la sosta obbligata, ma oggi ha deciso di riprendere, lo tengo sempre mezzo passo dietro per evitare che poi "qualcuno" dica che mi hanno aiutato. Mario più volte accorcia le distanze, ma riesco a reagire, le provo tutte, tant è che lungo il Lambro chiedo al nostro amico coi pattini (?) "fermalo che mi sta prendendo", sono al limite e comincio a cedere, ma dopo il ponte ormai mancheranno 500 metri. Mandelli come annunciato prova ad allungare lo affianca Mininno che ha già concluso da tempo, proseguono con una facilità disarmante, parlando del podio, io ho le ginocchia imbullonate e resto sulla mossa, ma devo curarmi da Mario, il traguardo 47’, sono proprio contento
Per la cronaca Crotti, il presidente volante, ha vinto 34’12", secondo ormai abituato a comparire sulle cronache sportive Guido Maggio, terzo forse inatteso, ma non per me Ernesto Erba, ottimo quarto posto Luca Ripamonti.
Per il gentil sesso Laura Calissoni 41’09", Rosanna Barbon con ancora il sanpietrino romano nelle gambe, e Cristina Tomba.

Le Cose strane. Strano ritrovare dopo il traguardo, Fausto compagno di due "Resegone", in tenuta da ciclista su una bici da corsa ultimo grido, la cronaca lo dava malato con bronchite. Io quando correvo in bici e avevo la bronchiete, di solito correvo a piedi !

Le Cose belle. Bella la mattinata trascorsa, tra amici con un po’ di sano agonismo, ma tanta serenità.
Bello rivedere Pippo correre, Sergio in bici, Vincenzo sorridente.
Bello che sul podio improvvisato di cartone, Matteo si sia ricordato di tutti quelli che, dietro i riflettori, si sono sempre impegnati, per i Gamber.
Bello il gemellaggio con quelli della Santa, il loro webmaster, con la scusa di provare la sua nuova digitale, ha sfornato un reportage per arricchire il nostro sito.
La Conclusione. Il finale è latitante, io comunque ho trascorso una bella mattinata, e forse questo è lo spirito giusto, a tutti, alla prossima.

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