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5 Settembre 2004
COMPITI PER LE VACANZE
Di Marco Stracciari
Tutto finisce… le scuole, le stagioni… tutto. La stagione dei Gamber finisce
con l’esame piu’ importante, piu’ sentito, piu’ duro. La Monza – Resegone,
appuntamento clou per i podisti della Brianza (e sono tanti, tantissimi) e non
solo.
L’esame piu’ duro e piu’ sentito e perche’ no, piu’ bello, non mi vede tra i
banchi di scuola, pardon, tra i nastri di partenza. Un problema al ginocchio
ancor oggi non completamente risolto e una situazione personale tutt’altro che
rosea mi impediscono di parteciparvi e, di conseguenza, mi costringono a tradire
i miei compagni di avventura.
Una prova, una sola. Il due giugno a Biassono. La Quatar Pass Adree al Lambar,
giusto tre settimane prima, per vedere come sto e se ci saro’, all’esame piu’
importante.
I primi 15 chilometri fatti anche benino, non il massimo ma comunque in modo
soddisfacente poi il crollo. Rimontato da tanti e il ginocchio che prima
scricchiola poi fa "crack".. ed e’ la fine.
Niente Resegone ma soprattutto niente corse, per un po’, fino a quando staro’
meglio: con il ginocchio e con la testa, anche quella duramente provata.
Lo stop. Un mese e qualcosa di piu’ e poi le prime corsette a Djerba, in
vacanza, in compagnia di un’amica all’ombra delle palme e alle porte del Sahara
che accoglie i nostri passi pesanti e le nostre fronti perlate. Arrivo a correre
anche un’ora, con un caldo improponibile, almeno per me e poi, dopo una capatina
al Parco in compagnia degli amici, in montagna per riprendere confidenza con un
clima accettabile ma soprattutto con sterrati e salite: quelle vere, quelle
dure.
E di nuovo al Parco, una decina di giorni dopo. Per fortuna (o per sfortuna,
visto che e’ agosto) la compagnia non manca e i soliti amici, quelli che solo
due mesi prima avevo forzatamente tradito, sono sempre li’.. qualche volata,
qualche ripetuta e ritorno quasi ad essere un tapascione d.o.c.
A ferragosto torno ad indossare un pettorale, zona basso Garda per un diecimila
tutto fatica e sterrati, salitine e discesine… non il massimo per me che sono
tutto asfalto e lunghi rettilinei. Non si riesce ad impostare un ritmo che sia
tale ma almeno torno a sentire il secco "bang" dello sparo. E un insperato
decimo posto di categoria che come inizio… con Gerardo al mio fianco e Pier
subito dietro. Bene. Il ghiaccio e’ rotto e ora non mi resta che rifare quello
che ho sempre fatto e che mai (spero) abbandondero’: ripetute, fartlek, lunghi e
veloci insomma il menu’ e’ quello di sempre ma con la compagnia giusta non
stanca mai. Poi una bella garetta veloce in montagna: 4 all’insu’ e 4 all’ingiu’
e stavolta sono dietro. Dietro Matteo, e ci sta; dietro Guido, e ci sta; dietro
Gerardo, e ci sta… ma com’e’ in forma il Gera e lo sconforto per quello che
doveva essere e che non e’ stato e’ ancora maggiore e … tutto per colpa mia.
Poi ancora al Parco, a sudare e a sbuffare e a continuare i soliti giri dei 14 e
piu’ alle solite andature: ma perche’ non si riesce piu’ ad andare piano??
E la storia finisce, o meglio comincia… oggi, domenica 5 settembre 2004, ad
assaporare il clima delle gare che contano.. e a vedere nuovamente i Gamber
primeggiare sulle strade e sui sentieri del nord Italia: 6 atleti, 7 premi..
come allora, prima degli esami, ma tutto finisce: o comincia? Ma questa e’
un’altra storia e un capitolo importante sara’ a novembre quando, forse,
addentero’ anch’io la Grande Mela: sperando che "l’inutile torsolo" venga
sputato per sempre, proprio in quel periodo. Lo spera tutto il mondo… lo spero
anch’io.