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Tributo al "Pirata"
In questa sezione
solitamente parliamo di gare fatte da noi, tapasciate, imprese
goliardico-podistiche e si e' appreso sabato 14 febbraio dopo cena, ho sentito l'esigenza quasi fisica di dedicare qualche riga al Pirata che se n'e' andato, perche' un gesto cosi' , una tragedia cosi' , va oltre la cronaca sportiva ed anche nel piccolo del nostro gruppetto di sportivi della domenica trovo giusto tributare un ultimo omaggio ad un campione che io, e penso la maggior parte di noi, abbiamo amato. Non voglio dare giudizi, non conoscevo Pantani ne' l'ambiente che frequentava e quindi sareb- be presuntuoso farlo, ma voglio solo dirgli grazie per le emozioni che mi ha dato, perche' quella galoppata sul Galibier, quando ha vinto il Tour, e' di diritto sul podio delle mie emozioni sportive insieme all'urlo di Tardelli e la maschera di fatica di Bordin a Seoul; perche' quando andavo un po' piu' forte di adesso mi immedesimavo in lui quando staccavo i gruppetti, andavo a prendere quelli davanti e staccavo anche loro, perche' ho avuto un po' di magone quando, a giugno '99 a Madonna di Campiglio accadde il fattaccio dell'ematocrito, episodio che poi come tutti sappiamo lo ha segnato per sempre come atleta e come uomo.
E' venuto fuori
da mille infortuni, ma da li' non s'e' piu' ripreso ed e' per questo che penso
che il grande Non penso che uno stop di 15 giorni possa rovinarti cosi' per cosi' la carriera e la vita. (allora Montero dovrebbe darsi fuoco da solo!!!!) Comunque addio Marco, le imprese che hai fatto resteranno per sempre e non le cancellera' nessuno e se qualcuno sa di avere quello che ti e' successo sulla propria coscienza, beh, peg- gio per lui, vivra' per sempre con questo tarlo che gli mangera' l'anima. Sarai sempre un po' con me. Davide Orrera
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